Come Le Cuffie Possono Fare La Parte Dei Monitor

hearing1Ci sono persone che credono che mixare in cuffia è qualcosa che non dovrebbe assolutamente essere fatto. Vuoi perché molti ingegneri del suono mixano dalle casse, vuoi perché dalle cuffie il suono è diverso e dicono sia meno accurato rispetto alle casse; per qualsiasi motivo, molti credono che il mix in cuffia sia da evitare categoricamente. Certo, mixare con le casse è qualcosa di diverso e più “ordinario”, ma usare le cuffie non è né un veto né un tabù.

Le cuffie come le casse

Prima di tutto, rompiamo un mito. Non esistono casse che abbiano un responso perfetto e che quindi implichino l’obbligatorio uso di esse per avere un buon mix. Ogni paio di casse suona diversamente e soprattutto risente molto dell’ambiente intorno. Ecco perché quando si acquista un nuovo paio di casse i primi periodi servono per “imparare a conoscere” come quelle casse suoneranno. Indovinate un po’? La stessa identica cosa per le cuffie! Anche ogni paio di cuffie ha responsi differenti su certe frequenze, e anche per le cuffie vale il discorso di imparare a conoscerle. Se volete mixare in cuffia, fate riposare un po’ di più le vostre orecchie e confrontate il vostro mix con delle tracce commerciali prestando attenzione a bassi, alti e bilanciamento generale.

Conoscere le proprie cuffie

Come si fa dunque ad imparare a conoscere delle cuffie? Il consiglio più banale è anche il più valido: usatele per ascoltare musica. Prendete delle canzoni che conoscete ed ascoltate con orecchio critico. I bassi sono deboli o magari troppo potenti? Hanno alti troppo aggressivi? Risultano troppo “mediose”? Soprattutto, è una buona qualità oppure la stessa di un video a 240p su YouTube? Ovviamente le canzoni che ascolterete suoneranno “diverse” sia dalle vostre casse, sia dalle precedenti cuffie (se ne avete già un paio), sia da degli auricolari. Ad ogni modo, diverso non è per forza un termine negativo. Lasciate che il vostro orecchio familiarizzi con le cuffie, alternatele ad un ascolto da altri dispositivi (in modo da non abituare troppo le vostre orecchie) e vi abituerete senza accorgervene.

Ci sono lati positivi, ma bisogna organizzarsi

Direste che potrebbero esserci anche dei vantaggi dal fatto di mixare in cuffia? Uno di questi è quello che le riflessioni sonore che crea la vostra stanza scompaiono e avete un responso molto fedele di alcune frequenze, specialmente quelle più basse. Altro vantaggio, potete mixare anche a tarda sera o notte fonda, utile specialmente se avete bambini o coinquilini che dormono. Le cuffie diventano utili se avete dei vicini che hanno l’abitudine di andare a letto presto oppure, nello scenario più comune, se vivete in un condominio l’intero palazzo non chiamerà i carabinieri perché state creando un baccano da discoteca.

sennheiser-hd-650Molto importante è scegliere le cuffie adatte per questo proposito. Se siete esordienti e state costruendo il vostro studio, avrete già letto che potete ottenere delle buone cuffie per un prezzo modesto. Sappiate che le cuffie che userete per mixare dovrebbero essere aperte, cioè vuol dire che la cuffia non girerà intorno all’orecchio in modo da isolarlo (foto a lato). Questo vi darà un minimo di responso ambientale, che in italiano vuol dire che il vostro orecchio e ciò che ascolterete non saranno completamente isolati ma riceveranno spazio ambientale, lo stesso che caratterizza la canzone quando la ascoltate tramite monitor.

Questo concetto è molto importante da capire perché, in breve, il suono viaggia lungo la vostra stanza e “rimbalza” sui muri. Ciò che ascoltate è anche frutto di queste riflessioni, che variano da stanza a stanza, e che caratterizzano l’ascolto della musica tramite monitor.

Simulare i monitor?

Un’alternativa che potrebbe essere utile per ottimizzare il mixaggio in cuffia e che potrete usare anche con cuffie chiuse è quella di usare dei plug-in che simulino dei monitor e lo spazio ambientale tipico dell’ascolto tramite essi. Alcuni di questi sono HDPHX per utenti Windows, Canz3D per chi ha il Mac oppure VNoPhones ha versioni per entrambi. Sono tutti gratuiti, si installano come dei normali plug-in e, una volta completata l’installazione, semplicemente caricatene uno sulla traccia master del vostro mix che ovviamente andrete poi a disattivare quando andrete ad esportare la canzone in mp3 o wav. Un’altra alternativa è il VRM Box della Focusrite che è prodotto fisico dal costo di circa 100€, che è possibile testare tramite la web-app dal loro sito.
La simulazione di monitor è, comunque, un argomento molto controverso. Alcuni lo appoggiano, altri lo stroncano, in definitiva potrebbe essere una soluzione ma questo è totalmente soggettivo e il responso potrà arrivare solo da voi.

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Autore: Carlo

SNAPCHAT | mtatt83

2 thoughts on “Come Le Cuffie Possono Fare La Parte Dei Monitor”

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