False Credenze Che Dovreste Smitizzare

In un campo come quello della registrazione musicale è molto, troppo, eccessivamente facile lasciarsi andare a credenze popolare e/o a stereotipi. Che siano vere o no poca importa, sono pericolosi. Il cosiddetto “dato di fatto” o la “teoria” sono cose che nel campo della musica possono anche funzionare l’80% delle volte, ma quello che non sappiamo è quando quel 20% potrebbe rivelarsi efficace per il nostro caso. Le credenze popolari e i “dovrei fare così” sono pericolosi perché ci distraggono e ci impigriscono la mente e il lavoro. Niente paura, oggi sono qui per smitizzarne alcuni tra i più conosciuti.

In casa puoi fare solo demo

mobyUna volta forse, negli anni ’70 o ’80. Forse siamo abituati ad ascoltare molte interviste di artisti famosi che parlano di come registrano demo a casa per poi portarli in studio e creare la canzone vera e propria. In realtà quei tempi sono finiti, da almeno una decade e mezza. Come abbiamo già visto, la tecnologia ci dà per prezzi accessibilissimi degli strumenti che solo alcuni anni fa sarebbero stati molto più costosi e la qualità non ne risente, anzi, è sempre in crescendo. Credete che Moby quando ha registrato “Play” nella sua camera da letto nel 1999 abbia avuto tanti più strumenti di quelli che possiamo noi avere oggi? Eppure quindici anni fa lui con una “modalità da demo” ha creato un disco che ha venduto più di 12 milioni di copie, è arrivato al numero uno in Regno Unito, Canada, Australia e Francia, ha ricevuto dischi di platino in più di 20 paesi e gli ha dato la fama per la quale lui è conosciuto oggi. Demo?

Per un grande suono servono software e plug-in costosi

neveQuesto è forse il mito più popolare. Guardando video di professionisti nei loro studio notiamo software e plug-in da centinaia di euro e, ascoltando i risultati, di conseguenza pensiamo che abbiamo bisogno di quello che hanno loro per creare grande musica. Dunque, ce li procuriamo ed iniziamo a pensare: “Ora che ho Pro Tools e questi plug-in le mie canzoni avranno sicuramente un grande suono!“. Il problema è che questa non è nient’altro che una credenza popolare, ed infatti molto presto rimaniamo delusi perché non riusciamo a realizzare ciò che volevamo. Cos’è che ha portato Chris Lord-Alge, Dave Pensado e Tony Maserati ad essere conosciuti in tutto il mondo per i loro stupefacenti lavori? Certamente non Pro Tools, altrimenti saremmo tutti famosi come loro. Quello che ha dato un grande suono ai loro mixaggi, e che lo darà anche ai nostri, è l’esperienza, la conoscenza dell’argomento, la pratica e il tempo. Questi sono elementi che si applicano a qualsiasi software e a qualsiasi plug-in. Oltretutto, la nostra DAW (Digital Audio Workstation, cioè il software per fare musica) ha già tutti i plug-in di cui abbiamo bisogno. D’altro canto, se fosse così semplice avere un grande suono non stareste su internet cercando informazioni su come ottenerlo, no?

La scheda audio non basta: serve un pre-amp

kidSbagliato, per due motivi. Il primo è che, come abbiamo già visto, la qualità che possiamo avere a prezzi accessibilissimi ci garantisce una qualità ed una pulizia del suono impensabile fino a soli 15 anni fa, per gli stessi soldi. Secondo, e a mio avviso più importante, ci imposta in una mentalità che ci fa credere che a fare la differenza nelle nostre registrazioni non sono le nostre capacità ma ciò che abbiamo, che è l’esatto opposto di quello che voglio dimostrare con questo blog. Come per il discorso del software o dei plug-in, non è Pro Tools o una consolle Neve che renderà grandi le nostre registrazioni. Se non sappiamo come usare i nostri strumenti, siamo come qualcuno incapace di cuocere un uovo al tegamino che al primo approccio con i fornelli vuole la cucina di MasterChef. Oppure, come un neo-patentato in guerra con la sua utilitaria che vuole guidare una Ferrari al Gran Premio di Monza. Tradotto nel nostro linguaggio, impariamo ad ottenere il massimo con quello che abbiamo e poi potremo puntare a qualcosa di più, in modo da poter ottenere il massimo anche qui.

Le domande da porsi

Tutti noi abbiamo momenti nei quali crediamo che abbiamo bisogno di quel software o di quel componente hardware perché le nostre registrazioni attuali ci sembrano fiacche. Le domande da porsi in questi casi sono: uno, “Otterrei una qualità maggiore?”. Forse però, due, “Ne ho per forza bisogno?”. NO! È questo il punto!

Dedichiamo più tempo a conoscere e saper usare quello che abbiamo e meno tempo a pensare a quello che non abbiamo, perché non fa altro che impigrirci e distrarci dal nostro obiettivo: creare della grande musica!

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Autore: Carlo

SNAPCHAT | mtatt83

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