Lezioni di home-recording con i Foo Fighters (prima parte)

Conosciamo tutti i Foo Fighters, vero? Capitanati da Dave Grohl, già storico batterista dei Nirvana, sono capaci di riempire stadi come il Wembley Stadium di Londra e sono ormai leggende indiscusse del rock. Nel 2011 hanno pubblicato il DVD “Back And Forth” che ripercorre la storia della band dagli esordi fino ad arrivare alla registrazione del loro settimo album “Wasting Light”, registrato a casa di Dave Grohl (la quale casa lui chiama “garage”, ma va beh…).

Quest’ultima parte è estremamente interessante perché ci mostra l’attitudine, l’organizzazione e la mentalità che hanno quando registrano, e possiamo davvero considerare questo filmato come una lezione di professionalità. È vero: loro sono i Foo Fighters, hanno Butch Vig come produttore e un sacco di “giocattoli” ultra costosi, ma alla radice del loro modus operandi c’è qualcosa che può essere applicato da chiunque in qualsiasi tipo di studio.

Qualcuno ha caricato su YouTube il filmato di questo processo. Lo posto qui sotto (link esterno) e, anche se è in inglese e senza sottotitoli (sic!), vi invito a rilassarvi e a godervelo, poi tornerò con alcune considerazioni su ciò che può insegnarci.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=oRYsXEciYeY]

 

Lezione #1: limitazioni

a 1:06 
[In the analog world] You can't fix things like when you're working on a digital format […] For you're gonna do this on tape, you guys have to play really well because nothing's gonna be fixed. (Butch Vig)
[In analogico] Non puoi correggere le cose come quando stai lavorando in digitale […] Visto che volete fare tutto su nastro, dovrete suonare veramente bene perché nulla potrà essere corretto. (Butch Vig)
minuto 1:30
You can do whatever with computers but [working on tape] it's got a certain set of limitations. You can't go on just like 'Well, that's close enough'. (Nate Mendel)
Puoi fare qualsiasi cosa con i computer ma [lavorando in analogico] si hanno certi limiti. Non puoi andare avanti del tipo 'Va beh… più o meno!'. (Nate Mendel)

Immaginate per un attimo di non avere il vostro computer per registrare. Immaginate di dover fare tutto su nastro analogico, dove non avete pitch-correction e per fare un semplice taglia-incolla occorrono minuti, una lama di rasoio, nastro trasparente, gessetti e altre cose (guardate al minuto 5:58). Una limitazione magari estrema, specialmente per il mondo di oggi, ma il punto è che le limitazioni spingono a concentrarsi di più, a suonare meglio, a stimolare la creatività e ad accelerare il processo di registrazione. Immaginate se uno della band avesse eseguito una performance eccellente ma fosse insicuro di questa o quella parte, quando in realtà funziona. Si perderebbero 20 minuti a fare un taglio del nastro e a ri-registrare qualcosa che in sostanza va già bene? Assolutamente no! Oppure, se un giorno qualcuno suona male, si abbandona perché non si può sistemare tutto con il computer? Non esiste, c’è un disco da registrare qui! E il vostro limite qual è? Un cronometro? Una tematica nel testo? Un microfono solo?

Lezione #2: frustrazione

a 3:30 
I go through a process, a sort of self-loathing 'I suck!' process, when I'm recording drums. I tend to think I'm the worst drummer in the world. (Taylor Hawkins)
Attraverso un processo, una sorta di processo auto-lesionista del tipo 'Faccio schifo!', quando registro la batteria. Ho l'inclinazione a pensare di essere il peggior batterista del mondo. (Taylor Hawkins)
minuto 4:13
(Taylor Hawkins) I'm still not sure about 'These Days', and I can sit there agonising all day over one little snare head […].
(Pat Smear) And you will! When we play on the radio all the time you'll be going like 'Dammit, that fucking snare again!'.
(Taylor Hawkins) Sono ancora insicuro su 'These Days', e potrei restare qui seduto ad angosciarmi tutto il giorno per [il suono di] un rullante.
(Pat Smear) E lo farai! Quando ci manderanno in radio passerai tutto il tempo a dire 'Dannazione, di nuovo quel maledetto rullante!'. 

Alzi la mano chi dopo tre o quattro take sbagliate non ha pensato: “Sono veramente scarso!” o chi non si è ritrovato il cervello fuso dopo aver speso 2 ore per correggere un piccolo, minuscolo dettaglio senza esserci riuscito. Di certo non la alzerò io. Beh, almeno sappiamo che non siamo soli e che anche i professionisti, con tutta la loro preparazione ed esperienza, sono esattamente come noi in questo. Il punto per questo tipo di problemi è che le limitazioni che ci imponiamo o che ci sono state imposte devono spingerci a sopraffare la frustrazione che ci nasce dentro ed andare avanti e, soprattutto, prendere delle decisioni quando siamo insicuri o pensiamo troppo su dei dettagli che non sono in grado di fare la vera differenza del brano e rivoluzionarlo completamente. Nel caso dei Foo Fighters, il rullante di “These Days”.

Lezione #3: tracce guida

a 3:50 
Dave Grohl, Pat Smear e Nate Mendel suonano dal vivo le rispettive parti, senza registrarle, per guidare Taylor Hawkins nella registrazione delle parti di batteria.

Avevamo già parlato di come le tracce guida sono importanti per registrare le versioni definitive degli strumenti, giusto? Qui viene fatto in modo diverso da come lo avevamo presentato e proposto, ma il punto non cambia. In questo caso, il batterista ha (quasi) tutti i suoi compagni che suonano per lui così da renderlo cosciente durante la registrazione di cosa lo aspetta e, di conseguenza, di cosa lui dovrà suonare. E così come voi non dovreste preoccuparvi – solo in questa situazione – di suonare perfettamente o con il suono giusto, i tre Foo Fighters nella regia semplicemente suonano senza pressione consci del fatto che il loro compito è semplicemente accompagnare il loro batterista, che invece dovrà dare il suo meglio. Non c’è da curarsi della perfezione di esecuzione e dei dettagli sonori, almeno non prima del momento della registrazione vera e propria.

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Non perdete la prossima parte del post, nella quale analizzeremo altre tre grandi lezioni che possiamo imparare da questo breve filmato ma che in realtà è molto istruttivo ed anche molto divertente, che riassume tutto ciò che dovrebbe essere alla base di ogni cosa quando ci mettiamo a suonare o a registrare le nostre canzoni: divertirci!

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La seconda parte del post è disponibile a questo indirizzo.

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Autore: Carlo

SNAPCHAT | mtatt83

5 thoughts on “Lezioni di home-recording con i Foo Fighters (prima parte)”

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