Il Vero Obiettivo Dell’Editing

editingEditing, ovvero rimuovere parti indesiderate su voci e strumenti durante l’intera canzone. Non so voi, ma a mio avviso questo è uno dei livelli nei quali si vede l’impegno e la serietà che qualcuno mette nel proprio lavoro.

L’editing è noioso, ma essenziale

Esatto, e non starò qui a dirvi che non lo è cercando di farlo passare per quello che non è. L’editing è noioso! Non c’è nulla di divertente nell’eliminare o ridurre i respiri del vostro cantante o nel fare dei crossfade tra delle parti unite per prevenire la formazione di click o pop. Appunto per questo, a molte persone piace pensare che trascurarlo non possa recare grande danno alla propria canzone. O, nella peggiore delle ipotesi, spacceranno il disturbo come elemento lo-fi.

La verità è che l’editing è tanto noioso quanto essenziale, ed è nel fare o no un lavoro noioso che avviene la cosiddetta scrematura fra coloro che sono amatori ma non vogliono rimanerci e quelli che sono amatori e sono soddisfatti così.

“Le mie povere orecchie!”

Proprio alcuni giorni fa ho ascoltato una canzone di un ragazzo che era bellissima! Aveva un pathos fantastico, era emozionante e meritava molti complimenti per le sue capacità compositive e di arrangiamento. Ma, c’è una cosa che mi ha fatto pensare più volte: “Fra un po’ le orecchie inizieranno a sanguinare!”.

Il problema è che questo ragazzo prendeva dei respiri tra una frase e un’altra che avevano non solo un volume altissimo ma erano anche incentrate su frequenze molto alte. In altre parole, erano piacevoli come il rumore di una motosega riprodotto dall’altoparlante di un telefono e puntato direttamente nel mio orecchio. Okay, potrei aver esagerato giusto un po’ ma era soltanto per rendere l’idea.

Il punto è che se solo questo ragazzo avesse dedicato 10 minuti ad eliminare o ridurre questi respironi, la sua canzone avrebbe avuto un guadagno enorme. Invece, purtroppo ha vinto la pigrizia.

Pensate come un ascoltatore

listen_musicAssemblare le vostre take per crearne una solida, ripulire le parti “morte” e attenuare/eliminare suoni che potrebbero distrarre l’ascoltatore. Fatevi questa semplice domanda:

Se ascoltassi questa canzone alla radio, come giudicherei questo difetto?

Non dovete fare molto altro nella fase di editing. Non commettete lo sbaglio di pensare che se qualcosa non suona bene nel giorno di registrazione, lo sistemerete in fase di editing. Dall’editing passerete il testimone al mixaggio e poi al mastering. Oggi è giorno di editing, oggi si eliminano distrazioni e niente più.

Siete amatori ma volete smettere di esserlo?

Ora, non sarà certo l’editing a rendere le vostre canzoni di qualità professionale però ascoltare una canzone con un suono fantastico e un buon mix ma con un cattivo editing oppure proprio senza editing, è sinonimo soltanto di una cosa: pigrizia. E non parlo di pigrizia nel voler fare le cose (su quello non potrei proprio parlare!), ma pigrizia nel crescere come tecnici.

Al contrario, una canzone con un mix mediocre ma che non ha respironi taglia-orecchie del cantante oppure i click tra un taglio ed un altro, fa una buona impressione: l’impegno c’è, e state tranquilli che con l’impegno arrivano i risultati.

Consiglio finale

Imparate come fare editing nella vostra DAW, scoprite scorciatoie e tasti rapidi. Facendo così riuscirete a ridurre i tempi dell’editing e potrete affrontarlo con più serenità e meno pigrizia.

E fatelo, per l’amor del cielo. La vostra musica merita questo trattamento di rispetto!

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Autore: Carlo

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