Lezione di “essere musicista” da Jack White

jack-whiteConoscete Jack White, vero? Leader di band come The White Stripes e The Dead Weather e in tempi più recenti artista solista, Jack White è anche produttore e possiede la Third Man Records.

Devo essere sincero con voi: a parte qualche episodio (The Dead Weather) non sono mai stato un grande, enorme fan della sua musica, ma sono un grande fan della sua mentalità “old-school” , che trovo molto stimolante. Mi viene sempre in mente quella sua intervista da Conan O’Brien nella quale parla per un quarto d’ora netto della sua mentalità in studio. La potete vedere a questo link, anche se in inglese, e trovate tutto nei primi 20 minuti del video, dopodiché si parla d’altro.

Performance da Guinness dei Primati

Più recentemente, Jack White ha fatto una cosa “folle” con la sua band. Il 19 aprile, giorno del Record Store Day 2014, alle 10 del mattino ha salutato la platea nella sala conferenze della sua etichetta discografica e poi si è allontanato per registrare un disco con la sua band. È tornato alle 13:55 con un disco in mano, dicendo che quel disco era pronto per essere venduto ai fan presenti.

Ebbene sì! In poco meno di 4 ore, Jack White e la sua band hanno registrato due canzoni ed hanno iniziato a vendere le prime copie. E questo è entrato nel guinness dei primati come la canzone registrata e pubblicata in minor tempo in assoluto nella storia. Se volete sentire com’è, cliccate su questo link ed ascoltate un estratto dal minuto 2:20.

Come diavolo hanno fatto?

Hanno suonato live le due canzoni registrandole direttamente su disco acetato: la versione live del suo nuovo singolo “Lazaretto” e una cover di Elvis Presley. Fine! Potrà sembrare una scelta estrema, quasi “hipster”, per il 2014, ma al di là della canzone in sé e della scelta del supporto, questa cosa può farci riflettere moltissimo.

“Old-school”, ovvero “sostanza”!

Lazaretto-single-608x561Una della mie canzoni preferite, “Ne Me Quitte Pas” di Jacques Brel, è stata registrata il 14 settembre 1959 usando la stessa identica “tecnica”: registrando direttamente su vinile, senza possibilità di commettere errori durante la performance o di poter modificare qualcosa una volta schiacchiato il tasto “stop”.

Dunque assolutamente nulla di nuovo quello fatto da Jack White, ma viviamo in un’era nella quale abbiamo così tante opzioni di post-produzione che dimentichiamo facilmente che l’esecuzione musicale è la prima cosa da curare in una registrazione, e suonare bene è anche il modo più semplice e veloce per finire un progetto.

Questo incredibile limite di registrare direttamente su disco acetato richiede molta, moltissima preparazione del musicista e soprattutto la massima concentrazione. Anche se Jack White avesse deciso di registrare direttamente in una traccia stereo su Pro Tools, il discorso non cambia: il fatto di avere un limite “da pazzi” per i tempi che viviamo ha fatto sì che tutti quanti hanno dovuto concentrare le loro forze in pochi minuti e dare il meglio.

Sì, ma lui è Jack White!

Immagino che molti di voi avranno pensato questa frase. Permettetemi di dirvi una cosa: a livello di bravura, la differenza fra Jack White e noi è che Jack White suona tutti i giorni, svariate ore al giorno da.. quanto? Almeno 17 anni, da quando si sono formati i The White Stripes. Certo, è il suo lavoro ed è quello che deve fare. Ma noi suoniamo tutti i giorni? Quanto suoniamo ogni volta?

Se proviamo una sera a settimana con la nostra band e poi basta, probabilmente non arriveremo mai ad avere la stessa confidenza e sicurezza che un qualsiasi altro musicista professionista ha. Non c’entra il fatto di essere Jack White, Dave Grohl o chi altri. Prendete una qualsiasi band che suoni a livello locale da molto meno di 17 anni ma che abbia una buona costanza nel suonare e sapranno fare la stessa cosa.

Jack White, nel momento stesso in cui suona dal vivo, diventa un musicista come tutti gli altri e sicuramente ha lavorato sodo per riuscire ad arrivare a fare queste cose. Noi magari non andremo in tour come i The White Stripes, ma pensate che sia una cosa così da superstar riuscire a suonare un’ottima take di una canzone tutti insieme? Se la risposta è sì, chiudete questo blog, prendete il vostro strumento e suonate!

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Autore: Carlo

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3 thoughts on “Lezione di “essere musicista” da Jack White”

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