Come Non Fallire Mai Nel Proprio Home Studio

blue-screen-errorC’è una parola che forse più di tutte le altre può accomunare vari tipo di musicisti (o meglio, ingegneri) nel proprio home studio: dal tipo che ha appena iniziato a registrare nella sua prima DAW a quello che da anni è nel proprio home studio che da tempo lavora duro per ottenere dei buoni risultati sulle proprie canzoni.

La parola è “frustrazione”.

Frustrazione di non riuscire ad ottenere un buon suono per la propria voce; frustrazione perché le tracce da sole suonano da meraviglia ma il mix non funziona; frustrazione perché crediamo di aver fallito ancora dopo tanto duro lavoro. Per qualsiasi motivo, qualsiasi musicista è frustrato nel proprio home studio.

Non siamo soli a questo mondo

Viviamo in un mondo nel quale l’accessibilità ai mezzi per creare musica e la facilità nel condividere le proprie creazioni sono davvero una grande fortuna per tutti noi. Se penso che i Black Sabbath (una della mie band preferite) hanno dovuto creare il loro disco d’esordio in 48 ore perché non avevano abbastanza soldi per pagare lo studio per più di due giorni, mi sento davvero fortunato di vivere in un’era che mi dà tutti i mezzi per creare musica in casa, comodamente e senza i costi dello studio di registrazione.

Dall’altro lato però questo vantaggio porta a due cose: il primo è che per avere risultati decenti contro devo combattere contro la pigrizia e contro la procrastinazione, la seconda è che se io ho questo privilegio ce l’ha anche il resto del mondo. Ergo, c’è più musica lì fuori rispetto a dieci anni fa. C’è più talento, c’è più confronto, c’è più competizione. E tutto questo cosa comporta? Frustrazione!

Come ribaltare la competizione

Sentiamo la musica di un nostro amico e pensiamo: Wow, la sua musica suona molto meglio della mia! e subito iniziamo a pensare che abbiamo bisogno di un nuovo plug-in o di una nuovo trucco di mixaggio o di un nuovo microfono per migliorare. È la nostra natura umana: siamo i peggior critici di noi stessi, e in questo scenario tendiamo ad avere un’ottica molto più obiettiva per ciò che non è nostro. La verità è che probabilmente il nostro amico ha “studiato” e applicato la teoria molto più di noi, oppure ancora semplicemente ha prodotto più musica di noi.

In qualsiasi caso, la competizione è nociva e cercare di comparare (che è diverso da usare una traccia come riferimento) la nostra canzone con quella di chi riesce a crearla meglio di noi ci porta frustrazione In realtà dovrebbe essere l’opposto, dovrebbe spingerci a fare meglio! Dopotutto, probabilmente abbiamo iniziato a fare musica perché la musica di qualcuno ci piaceva talmente tanto da spingerci a crearne della nostra.. è il vostro caso?

Gli obiettivi permettono il miglioramento

targetSe affrontiamo la competizione come uno strumento di crescita però, dovremmo anche definire come crescere. Se andiamo a scuola guida per prendere la patente ma poi non abbiamo possibilità di guidare un auto, forse non è esattamente una grande strategia. Allo stesso modo, dobbiamo definire in che modo vogliamo crescere nel nostro home studio. Un semplice Voglio che la mia musica suoni bene! non basta, bisogna andare più a fondo.

Vogliamo capire qual è il problema della nostra musica: la nostra voce è eccessivamente corposa che appena inizia a cantare tutto il resto diventa confuso? Le nostre chitarre non hanno l’impatto che dovrebbero avere? La una batteria che sembra arrivare da sotto un tappeto? Qualsiasi cosa sia il problema, bisogna individuarlo, studiare un modo per risolverlo e fare pratica, tanta pratica. E se sbagliamo? Il processo ricomincia: problema, soluzione, pratica…

Definire un fallimento

Commettere un errore non vuol dire fallire. Mollare tutto e abbandonare la nave vuol dire accettare questa cosa come un fallimento, ma commettere un errore e lavorare sodo per cercare di rimediarlo è tutt’altro che un fallimento. La mancanza di volontà di lavorare sodo è dove molte persone falliscono.

Probabilmente anche il vostro amico la cui musica suona fantastica ha lavorato sodo e ha fatto sbagli, tanti sbagli, innumerevoli. Ma non si è dato per vinto, ha accettato i propri errori e li ha corretti. La cosa fantastica di tutto questo? La cosa vale anche per voi!

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Autore: Carlo

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