Riequilibrare Immediatamente Il Proprio Mix

voxengo_spanMentre mixavo il mio ultimo disco, molte volte mi è capitato di pensare che stessi facendo un grande lavoro, salvo per poi andare in cucina a bere un caffè e tornare sul mio mix scoprendo che era tutt’altro che un buon lavoro. A dire il vero, mi capita di continuo! Perché succede questo?

Le nostre orecchie sono flessibili

Proprio così! Lo strumento che ci permette di creare grandi mix è lo stesso che può condurci ad una catastrofe, perché è potente ma pigro. Pensate a quando incontrate qualcuno che ha un accento diverso da uno che siete abituati a sentire; all’inizio vi sembrerà particolare e magari farete anche fatica a capire alcune parole, dopo un po’ però vi abituate e va tutto bene. Oppure, se ascoltate una canzone per la settecentesima volta sarete capaci di catturare eventuali suoni nascosti perché quelli principali li conoscete bene.

L’orecchio umano si abitua alle situazioni, si modella in base ad essa e fa perdere obiettività al cervello. Ecco perché è importantissimo fare pause mentre si mixa! Durante la “pausa caffe” del mio disco, le mie orecchie ascoltavano qualcosa di diverso: il rumore della stanza, le auto che passavano in strada, i costruttori nel palazzo di fronte.. Una volta che tornavo al lavoro ero più obiettivo!

C’è però un altro modo per riequilibrare il proprio mix, più velocemente e più accuratamente.

Perché le tracce di riferimento sono una bomba!

Mentre mixavo il disco capitava, scoprendo dopo la pausa caffè che il mio mix aveva parecchi errori, di prendere una canzone simile nella mia libreria iTunes e fare un A/B con il mio mix. In una frazione di secondo capivo cos’è che non andava nel mio mix. Ma perché le tracce di riferimento sono così utili?

Pensateci bene: la canzone dell’artista X è stata registrata e mixata dal produttore Y, che ha anni ed anni di esperienza nel settore. È il suo lavoro e fa solo quello per vivere, dunque conosce quanti più segreti del mestiere di quanti io potrò mai saperne. Se dunque Y ha messo (ad esempio) una certa quantità di bassi nella canzone, la canzone mi dice indirettamente Carlo, se tieni questa quantità di bassi nel tuo mix dovrebbe andare bene!

Che possiamo chiedere di più di un “consiglio” gratuito da ingegneri professionali?

Non le sfruttiamo al massimo…

blog_smoke-audicus-hearing-aidsPurtroppo però tante persone (me compreso!) sono restie ad usare le tracce di riferimento. Lo capisco: dentro c’è quasi il timore di rimanere delusi dal nostro duro lavoro se per caso, una volta messa la traccia di riferimento, ci sono parecchie cose da sistemare e preferiamo restare nel nostro piccolo mondo e pensare che il nostro mix sia una bomba.

Per il bene della nostra musica però, è necessario uscire dal nostro piccolo mondo, sbagliare ed essere istruiti dai nostri sbagli. Le cosiddette “comfort zone” in realtà possono spingerci ad adagiarci sugli allori ed abituarci a quello che facciamo, proprio come le orecchie si abituano a ciò che sentono. Dunque, non lasciamoci intimorire: usiamo le tracce di riferimento. Per la nostra musica!

 

Usate tracce di riferimento? Qual è l’esperienza più bella o brutta che avete avuto con esse? Parlatemi di quello che vi capita dopo la vostra “pausa caffè” nel bel mezzo dei vostri mix e scrivete nei commenti che sensazioni di solito avete dopo che avete fatto riposare le vostre orecchie!

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Autore: Carlo

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