Wimbledon, Federer, pratica e… musica!

Avete visto Wimbledon? Ogni anno sono due settimane di gioco intenso e ad altissimo livello, pieno di emozioni e di colpi da maestro, di nuovi talenti che emergono e di vecchi che confermano e dimostrano perché sono campioni. Uno di questi è Roger Federer, non ha bisogno di presentazioni.

È forse il tennista più famoso al mondo e sicuramente uno dei più competitivi e di successo dai tempi della generazione di Sampras e Agassi. Quello che molti possono non sapere di Federer è quanto lui sia determinato e un grande lavoratore, uno che con il suo background può dare lezioni al mondo intero quanto a duro lavoro.

Reagire alle sconfitte

Se non avete seguito le partite, durante la semifinale ha giocato contro Andy Murray (attualmente numero 3 del mondo) un incontro a dir poco perfetto. Un 3-0 che non ha lasciato dubbi o repliche, e non solo per il risultato, di quanto Federer sia un campione. Interessante quello che ha detto a fine partita..

“Alla fine mi diverto. Lavoro duro in allenamento!”.

Ha senso, completamente! Lui non è solo Roger Federer – o meglio, sì, è il suo nome! – è arrivato ad essere chi è perché sicuramente ha grandi doti e grande talento, ma senza svilupparle si rischia di diventare poco più che una promessa non mantenuta. “Sviluppare” vuol dire allenarsi, fare pratica. E farlo in modo serio e duro.

Certo, fare ciò non garantisce mai il 100% del successo. Infatti, nella partita successiva Federer ha perso 3-1 contro Djokovic (altro grande campione) e ha perso il titolo di campione 2015 di Wimbledon. Stessa situazione del 2014 dove Federer ha perso in finale proprio contro Djokovic. La reazione di Federer? Eccola qui..

“Sono ancora molto affamato e motivato per continuare a giocare. Incontri come questi aiutano!”.

Le scorciatoie non funzionano

Se vi chiedete cosa c’entra tutto questo con la musica, pensate all’ultima volta che avete avuto risultati non soddisfacenti nel vostro studio. Oppure, se è il vostro caso, pensate al perché non riuscite ancora ad ottenere i risultati che volete.

Non è la vostra DAW, non è la vostra attrezzatura né i vostri monitor o i plug-in. Credetemi, avete già tutto quello di cui avete bisogno per realizzare un ottimo lavoro. Tutto ciò che manca è soltanto pratica, per quanto semplicistica questa teoria possa risultare.

Quando Federer “non era Federer” ha dovuto lavorare tanto, tantissimo in allenamento per riuscire ad avere padronanza del servizio, del dritto, del rovescio e di tutto ciò in cui lui oggi è un campione. Allo stesso modo, noi possiamo lavorare tanto e ad avere più padronanza di come usare il nostro microfono, oppure su come ottenere il meglio da EQ e compressione, o anche su come scrivere canzoni migliori. Non c’è una scorciatoia, il lavoro duro è l’unica strada per ottenere grandi risultati.

Le capacità non bastano mai

“Sì ma lui è Federer!”. So già che lo avranno pensato in tanti, ma il fatto di “essere Federer” non lo rende automaticamente invulnerabile. Anche lui perde e non è più il numero 1 al mondo. “Essere Federer” non basta per vincere contro Nadal prima, con Djokovic poi e con altri domani. Federer ha vinto 17 Grandi Slam ma ha anche perso 9 finali, tra cui un Wimbledon contro Nadal e due consecutivi contro Djokovic. “Essere Federer” non è abbastanza ed è chiaramente intuibile da certi risultati, altrimenti avrebbe sempre vinto no?

Allo stesso modo, avere un certo bundle di plug-in o dei certi monitor non è sufficiente. Non sono loro a renderci degli ottimi “tecnici”, ma è la pratica. Perfino Jack White e Dave Grohl non possono semplicemente essere loro stesso e adagiarsi sui loro allori. Perché allora noi sì?

Credimi, hai già fatto una lunga strada. Vai a riascoltare una delle tue prime produzioni e poi una delle ultime. Riesci a notare una grande differenza, vero? Cos’è che prima non facevi ma che, al giorno d’oggi, è cruciale per ottenere un buon suono? È il fatto di avere una scheda audio migliore? No, è perché hai fatto pratica e soprattutto hai continuato a farla. Ecco perché ho dedicato un intero capitolo alla perseveranza nel mio eBook gratuito. La pratica è l’unica cosa che fa crescere, e non bisogna mai lasciarla da parte.

 

Ora voglio chiederti di guardarti indietro e ripercorrere mentalmente le fasi principali della tua carriera. Quanto la pratica è stata fondamentale per te? Qual è stato l’elemento che hai appreso tramite la pratica e che oggi è un caposaldo per ottenere un buon suono? Lascia un commento di un paio di righe e condividi la tua storia!

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Autore: Carlo

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