I Benefici dei Lunghi Periodi di Pausa/Inattività

Come avrete notato, negli ultimi periodi Home Music Show ha avuto vita difficile… se ha avuto vita. Son stati mesi particolari con situazioni particolari, e non entrerò nel dettaglio ma vi basta sapere che anche a livello musicale ho avuto momenti complicati. A dire il vero negli ultimi mesi non ho fatto granché, ho scritto completato una sola canzone, ho remixato un brano mio amico Embrjo (che alcuni di voi ricorderanno per l’EP che abbiamo creato insieme con GarageBand all’inizio di quest’anno) e non molto in termini di produzioni.

Normale e facilmente comprensibile. La vita è complicata, va avanti ad ogni modo e a volte non abbiamo tempo per seguire le nostre passioni. Oppure a volte abbiamo tempo ma abbiamo bisogno di dedicarci ad altro.

La frustrazione dell’inattività

risinggraphicDopo varie settimane che non creavo nulla, ho iniziato a sentirmi “male”. O per dirla meglio, un po’ frustrato. Ogni volta che mi capitava di vedere la mia scheda audio o il mio basso pensavo al periodo di inattività nel quale ero e il quasi rifiuto subconscio che avevo se mi veniva in mente di fare musica. E da lì poi, ho iniziato a pensare che in realtà non ero in grado di fare buona musica, che avevo solo sprecato soldi ed una quantità infinita di tempo nel fare canzoni a casa, ecc ecc.

È un po’ la natura umana. Qualsiasi cosa facciamo, se non la portiamo avanti con costanza e con risultati sempre in ascesa iniziamo ad avere dubbi (anche se probabilmente la maggior parte delle volte sono infondati). Immaginate un grafico: l’asse orizzontale è il tempo e l’asse verticale sono i progressi, i risultati o come li vogliamo chiamare. Idealmente quello che vogliamo – e che inconsciamente pensiamo – è che la retta partendo da sinistra e andando verso destra sia costantemente dal basso verso l’alto. Ma ovviamente non è così.

2+2=5

Né la vita né la musica sono matematica sul piano della logica. Se in matematica 2+2 fa sempre 4, in tutto il resto a volte fa anche 5 o 6 o qualsiasi altro numero. Per quanto vogliamo che tutto vada sempre in modo perfetto, in realtà è un bene che 2+2 non faccia sempre 4.

Prendiamo la musica. Se bastasse seguire dei certi schemi per scrivere delle hit mondiali e storiche, saremmo tutti Beatles e non esisterebbe storia. Se per mixare un basso bastasse usare una certa curva di EQ e uno specifico ratio del compressore, non esisterebbe concorrenza. Se a livello personale può sembrare una cosa tutta a vantaggio, a livello creativo non lo è per nulla. È come se il requisito per diventare un bravo musicista sia applicare delle certe formule, come in matematica.

Nella via d’uscita

writersblockAnche quei momenti nei quali non si crea nulla e nemmeno ci si siede a suonare sono utili. Perfino i blocchi creativi lo sono. Mi piace pensare che durante questi periodi la vena creativa dentro di noi stia dicendo che ha bisogno di riposo e di “benzina” per tornare in moto. E sì, anche essere frustrati come lo sono stato anch’io è utile.

Per dirla con la sensibilità di Fabio Volo, niente dura per sempre. Una volta che si esce da questo blocco mentale e creativo accadono una o due cose. La prima è che dal momento che ricominciamo a suonare/registrare/che altro, capiamo davvero quanto ci piace fare quello che facciamo. È una sensazione non verbale e che mi rimane difficile da spiegare qui a parole, ma sono sicuro che tra di voi c’è qualcuno che mi capirà benissimo.

Fare, fare, fare…

La seconda cosa che accade è che una volta che la nostra vena artistica si è rifocillata, inizierà a buttare giù una quantità di materiale in un tempo relativamente breve. A me capita abbastanza spesso, ed è quello che mi è capitato poco più di un mesetto fa quando il periodo frustrante è finito. Al ritmo di un brano al giorno, ho scritto canzoni nuove per una settimana abbondante. Ogni sera dopo cena avveniva in modo naturale. Ero lì sul divano e iniziavo a sentire la classica melodia nella testa. Alcune sere ho preso il computer per buttare giù un demo grezzissimo, alcune sere ho addirittura usato un app di pianoforte sul mio telefono (se non ne avete una, dovete scaricarla!).

Non importa cosa si usa, l’importante è fare quello che facciamo. L’importante è fare musica. Non importa avere un computer Windows o un Mac, Pro Tools invece di GarageBand, niente di tutto questo importa. L’unica cosa che conta è fare musica, nel modo come sappiamo farla. I progressi prima o poi arriveranno, ma oggi voglio davvero incoraggiarvi a prendere il vostro strumento (se siete cantanti, usate la vostra voce!) e a suonare, creare… a fare musica!

So però che ognuno reagisce in modo diverso a queste situazioni. Hai mai avuto periodi di blocchi o di completa siccità artistica? Come ne sei uscito e cosa è successo dopo? Prenditi una pausa per condividere in poche righe la tua esperienza lasciando un commento!

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Autore: Carlo

SNAPCHAT | mtatt83

1 thought on “I Benefici dei Lunghi Periodi di Pausa/Inattività”

  1. Ciao, bell’articolo! Io sono un po’ in un momento di blocco in questo momento. In questi casi non so mai se dovrei aspettare che la cosa faccia il suo corso o cercare di forzarmi a uscirne

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